Sembra facile dire "vivi nel presente!", ma nella societá moderna non lo è affatto. Basta pensare a tutta questa tecnologia che ci circonda: Facebook, Twitter, instagram e tutti gli altri social network. Ci depistano da ciò che è davvero la vita. Ci ipnotizzano. È come se fossero quel miraggio nel deserto quando si ha tanta sete ma poi arrivi lì e ti accorgi che l' acqua non c' è: una fregatura.
Eppure se non hai Facebook sembra che non sei nessuno, perché ormai il mondo va avanti con foto piazzate su Facebook, si fa a gara a chi riceve più "mi piace" e a chi è il più figo, poi però nessuno sa davvero cosa sta vivendo quella persona: è tutta una fregatura, una messinscena.
Ho 25 anni e fino a poco fa ero accanita con Facebook, era una vera e propria droga. Covavo dentro di me un certo astio per questa applicazione che cercavo di cancellare, ma il cellulare me la riproponeva come app di fabbrica, cercavo di non aprire, ma aprivo costantemente, cercavo di non "stalkerizzare", ma poi puntualmente lo facevo. Poi, mi sono svegliata un giorno ed ho pensato "come faccio a vivere nel presente se sto dietro ad un cellulare a guardare delle frasi che già so o che posso leggere nei libri che amo? Perché ho tutti questi "amici" che sanno qualcosa di me quando in realtà a pochi di loro importa davvero di me? Perche dó importanza ad un "mi piace" quando di fatto certe persone nella mia vita non ci sono realmente?" E a quel punto ho capito che era meglio starne fuori del tutto. Ho capito che era meglio non avere amici finti. Ho capito che era meglio non avere certi mi piace. Ho capito che era tutto un miraggio che mi strappava dalla realtà, che mi piazzava due belle fette di salame sugli occhi cosicché io restassi lì ipnotizzata, mentre la vita mi scorreva tra le mani e non me ne accorgevo neanche. Un po' come la tv, che ti tiene imbambolato, così i social network sono diventati dei nuovi mass media per ipnotizzare la gente, per non fargli aprire gli occhi.
Kira
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